Civita di Maratea: il cuore antico sopra il mare di Basilicata
Il borgo storico di Maratea, fatto di vicoli stretti e chiese silenziose, regala lo stesso mare della costa tirrenica ma senza la calca delle spiagge affollate.
Foto: Σπάρτακος (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Maratea la conoscono in molti per la statua del Cristo Redentore che domina il golfo, ma quasi tutti la attraversano in macchina diretti alle calette. Pochi salgono fino alla Civita, il nucleo storico arroccato sul fianco del monte San Biagio. Qui le auto restano fuori e si cammina: scalinate di pietra, archi, piazzette improvvise dove il rumore si riduce al passo di qualcuno e a una persiana che sbatte.
Il borgo è un intreccio di vicoli che si aprono ogni tanto su una terrazza naturale sul Tirreno. Si raccontano numerose chiese, segno di una devozione antica, ma più della conta vale l'atmosfera: portali consumati, gatti al sole, panni stesi, qualche bottega che apre con orari elastici. La luce del primo mattino sulla pietra chiara e l'azzurro del mare sotto bastano a giustificare la salita. Verso sera l'aria si raffredda e i tavolini si riempiono di voci locali più che di turisti.
Il modo giusto per viverla è lento. Lasciate l'auto a valle, prendetevi due ore senza meta, fermatevi a bere qualcosa in una piazzetta e parlate con chi ci vive: a Maratea il borgo è ancora abitato, non un museo a cielo aperto. Mangiate dove mangiano i residenti, comprate nelle botteghe di paese, rispettate il silenzio dei vicoli che per qualcuno sono semplicemente casa.
La Civita dà il meglio fuori dai mesi di punta, quando la costa si svuota e il borgo torna a respirare il proprio ritmo. È l'alternativa discreta a una vacanza tutta spiaggia: stesso mare, stessa Basilicata sorprendente, ma vissuta dall'alto e dal di dentro, un passo alla volta.