Bassa friulana, Marano Lagunare

Ciclovia dello Stella e laguna di Marano

Nella Bassa friulana, tra Palmanova e Marano Lagunare, gli argini di un fiume di risorgiva conducono a una laguna selvaggia di aironi e canneti. Restano nell'ombra di Grado e Lignano, e per questo qui si pedala quasi soli.

Ciclovia dello Stella e laguna di Marano

Foto: Ziegler175 (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

C'e' una fetta di Friuli che quasi nessuno cerca, schiacciata tra le spiagge affollate di Lignano e il fascino lagunare di Grado. E' la Bassa, la pianura piatta e umida dove le risorgive fanno sgorgare acqua limpidissima dal terreno e dove il fiume Stella nasce gia' adulto, senza un vero torrente di montagna alle spalle. Pedalare qui significa attraversare un paesaggio d'acqua e di silenzio, fatto di argini erbosi, casoni di canna palustre e una laguna che pochi sanno selvaggia.

Il filo conduttore e' il corso dello Stella, che scende lento verso la laguna disegnando meandri tra campi e boschetti ripariali. Si parte volentieri dall'entroterra, dalle parti di Palmanova, la citta'-fortezza a forma di stella a nove punte che da sola merita la sosta: il suo disegno geometrico, patrimonio UNESCO insieme alle altre opere difensive veneziane, e' qualcosa che si capisce davvero solo guardandolo dall'alto o camminando lungo i bastioni. Da li' ci si lascia alle spalle l'ultimo abitato vivace e si scende verso il fiume.

Le tappe sono piccole e discrete, come si conviene a questa terra. Si tocca Rivignano e la zona delle risorgive, dove l'acqua e' cosi' trasparente da mostrare il fondo ghiaioso; si passa accanto a chiesette di campagna e a borghi rurali dove il tempo sembra essersi fermato alle aziende agricole e ai filari. Avvicinandosi alla costa il paesaggio cambia: i campi lasciano spazio alle barene, alle valli da pesca e ai canneti. Il punto d'arrivo naturale e' Marano Lagunare, antico borgo di pescatori con la sua torre e il dialetto veneto che lo distingue dal Friuli circostante. Da qui la laguna si apre con le sue isole, i casoni dei pescatori e la riserva naturale delle Foci dello Stella, un labirinto di canali dove aironi, garzette e in inverno molti uccelli acquatici trovano rifugio. Vicino c'e' anche la Valle Canal Novo, oasi naturalistica perfetta per chi vuole fermarsi a osservare.

Dal punto di vista ciclistico e' un percorso facile e adatto a tutti. Il fondo alterna asfalto secondario poco trafficato, strade arginali e tratti sterrati battuti; il dislivello e' praticamente nullo, perche' siamo in pianura assoluta, e l'impegno fisico resta contenuto anche su distanze generose. Una bici ibrida o da gravel e' l'ideale, ma con un po' di attenzione va bene qualsiasi mezzo robusto. Il vero avversario non sono le salite ma il vento e, d'estate, le zanzare della laguna: meglio essere preparati.

Proprio per questo i mesi migliori sono la tarda primavera e l'inizio dell'autunno. A maggio la campagna e' verde e fiorita, le giornate sono lunghe e l'aria ancora fresca; a settembre la calura estiva si e' spenta, i turismi balneari di Lignano si sono svuotati e la laguna si prepara ai grandi passi migratori. In entrambi i casi si evita sia la folla della costa sia il peggio delle zanzare. E' una zona che vive di turismo di passaggio, quindi fuori dai weekend di pieno agosto la si ha quasi tutta per se'.

Un consiglio pratico: prevedete il tempo per una sosta a tavola a Marano. Qui il pesce di laguna e i prodotti dell'Adriatico settentrionale sono una cosa seria e, dopo una giornata sugli argini, sedersi davanti a un piatto di pesce con vista sui canali e' il modo giusto di chiudere il giro. E se potete, informatevi sulle escursioni in barca tra i casoni: lasciare la bici un paio d'ore e farsi portare dentro la laguna regala una prospettiva sull'acqua che dalla terraferma non si coglie.

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