Ciclovia della Valnerina lungo il fiume Nera
In Umbria, la Valnerina segue il fiume Nera tra abbazie benedettine e gole strette, un'Umbria selvaggia e verde lontana dalle folle di Assisi e Perugia. Strade tranquille di fondovalle dove il turismo di massa non arriva e si pedala nel silenzio dell'acqua.
Foto: Lorenzo Vagni (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
L'Umbria che fa innamorare i pullman è fatta di colline dorate, basiliche affollate e borghi presi d'assalto. Ma ne esiste un'altra, più ombrosa e selvaggia, che si nasconde nella valle scavata dal fiume Nera: la Valnerina. Qui la pianura non c'è, le montagne si stringono attorno all'acqua e i paesi sembrano aggrappati alla roccia. È un'Umbria di abbazie isolate, gole profonde e boschi fitti, e proprio perché è scomoda e fuori dai grandi circuiti resta un luogo dove si pedala in pace, lontano dal rumore di Assisi e Perugia.
Il filo è il Nera, fiume verde e impetuoso che dà il nome alla valle. Seguendo il fondovalle si incontrano alcuni dei gioielli più autentici dell'Umbria. Ferentillo è celebre per la sua posizione tra due rocche contrapposte e per la vicina Abbazia di San Pietro in Valle, antico monastero benedettino immerso nel bosco, uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. Più a valle si apre lo spettacolo della Cascata delle Marmore, una delle più alte d'Europa, opera ingegneristica di epoca romana che precipita fragorosa tra i versanti: vale assolutamente una deviazione per vederla quando i salti vengono aperti. Risalendo invece il fiume si raggiungono i borghi più interni della valle, tra cui Scheggino, raccolto attorno alle sorgenti e ai canali, e si entra in un paesaggio di gole sempre più strette dove la strada e l'acqua corrono affiancate.
Muoversi qui significa pedalare su strade di fondovalle a basso traffico, scegliendo dove possibile gli itinerari secondari che seguono il fiume lontano dalle direttrici principali. Il fondo è prevalentemente asfaltato, con qualche tratto su strade bianche lungo gli argini, e l'andamento generale segue dolcemente il corso del Nera, in leggera salita risalendo la valle e in piacevole discesa scendendo verso la piana. L'impegno complessivo è contenuto se ci si tiene al fondovalle, ma diventa subito severo se si decide di salire verso i borghi appollaiati in alto o verso le abbazie nascoste nei boschi, dove le rampe si fanno ripide. È una valle che si può vivere con calma, costruendo l'itinerario sulle proprie gambe e fermandosi spesso, perché ogni curva del fiume regala uno scorcio.
Il periodo migliore è ampio, da aprile a ottobre, e questa è una delle bellezze della Valnerina. In aprile la valle esplode di verde nuovo, l'acqua è abbondante per lo scioglimento e le giornate si allungano, mentre il turismo è ancora del tutto assente. L'autunno, fino a ottobre, regala i colori caldi dei boschi e una luce morbida che accende le gole. Anche nei mesi centrali la valle resta più fresca della collina umbra grazie all'ombra dei versanti e alla presenza costante dell'acqua, e in ogni caso non conosce le folle delle mete classiche: chi viene in Umbria per le città d'arte raramente si spinge fin qui, e questo lascia le strade del Nera silenziose.
Un consiglio pratico: informati in anticipo sugli orari di apertura della Cascata delle Marmore, perché i salti d'acqua vengono regolati e lo spettacolo dipende da quegli orari, e organizza la tappa di conseguenza. Approfitta delle soste nei borghi per assaggiare i prodotti del bosco, dai tartufi neri ai funghi, perché questa valle ha una cucina di montagna saporita e sincera. E porta sempre acqua e una scorta di cibo quando ti allontani dai paesi, perché tra un'abbazia e l'altra i tratti boscosi sono lunghi, ombrosi e meravigliosamente solitari.