Valle Stura, Cuneo

Ciclovia della Valle Stura di Demonte

Nel Cuneese, la Valle Stura di Demonte è una valle di passaggio verso la Francia spesso ignorata dai cicloturisti: antica via del sale tra forti militari e lavanda spontanea, resta quieta e fuori dai grandi flussi anche d'estate.

Ciclovia della Valle Stura di Demonte

Foto: Al*from*Lig (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

La Valle Stura di Demonte è la classica valle che si attraversa pensando ad altro: per molti è solo la strada che porta al Colle della Maddalena e in Francia. Proprio per questo è rimasta defilata. Pochi cicloturisti la scelgono come meta, eppure è una delle valli più ricche di storia delle Alpi occidentali, percorsa per secoli come via del sale e disseminata di fortificazioni militari che raccontano il confine conteso tra il Piemonte e i territori d'oltralpe.

Il percorso segue il fondovalle del torrente Stura, risalendo da Cuneo verso il confine. Si attraversano i borghi che si susseguono lungo la valle: Borgo San Dalmazzo all'imbocco, poi Roccasparvera, Gaiola, Demonte con il suo centro storico porticato e la villa storica, Vinadio dominato dall'imponente Forte Albertino, uno dei più grandi forti di montagna del Piemonte, e infine Pietraporzio, Sambuco e Argentera, gli ultimi paesi prima del valico. Salendo si entra nel cuore delle Alpi Marittime e Cozie, tra pareti rocciose, pascoli e le distese di lavanda selvatica che in piena estate colorano e profumano i versanti più assolati. Una deviazione laterale interessante porta verso le Terme di Vinadio e i valloni che salgono al Santuario di Sant'Anna di Vinadio, tra i santuari più alti d'Europa, raggiungibile solo da chi ha gambe e voglia di affrontare una salita vera.

L'itinerario di fondovalle si sviluppa su strade secondarie e tratti di viabilità minore che corrono accanto alla statale del Colle della Maddalena; non è una ciclabile protetta continua, quindi richiede un minimo di attenzione e l'abitudine a condividere la strada con le auto nei tratti principali. Il fondo è prevalentemente asfaltato. L'andamento è quello di una lunga risalita verso il confine: dolce e graduale nella parte bassa e centrale della valle, decisamente più impegnativa nell'ultimo tratto verso il Colle della Maddalena, che resta un valico alpino vero, riservato a chi cerca la salita. Si può scegliere quanto salire: fermarsi a Vinadio o Pietraporzio dà già un bel viaggio, senza affrontare la parte più dura.

Per arrivarci, il punto di accesso naturale è Cuneo, ben collegata in treno, da cui si imbocca la valle. La risalita può essere affrontata tutta in giornata da chi è allenato, oppure spezzata pernottando a Demonte o Vinadio, che offrono servizi e ristoro. Le e-bike, sempre più diffuse nei noleggi della zona, rendono accessibile anche la parte alta a chi non se la sente di pedalare i tornanti finali con le sole gambe.

Il periodo ideale va dalla primavera all'inizio dell'autunno. Maggio porta i versanti verdi e le acque alte, mentre l'estate è il momento della lavanda spontanea, da cui nasce anche un piccolo artigianato locale. Settembre offre aria tersa e colori caldi. Sono mesi in cui la valle, pur essendo una via di transito verso la Francia, resta sorprendentemente tranquilla per chi pedala: il traffico è di passaggio veloce, mentre i borghi e i sentieri laterali restano vuoti. Si evitano così sia il caldo torrido della pianura sia l'isolamento dei mesi freddi, quando il colle chiude.

Un consiglio pratico: dedica tempo al Forte Albertino di Vinadio, che merita una visita e racconta meglio di ogni cartello l'anima militare di questa valle. E informati sempre sullo stato del Colle della Maddalena se vuoi spingerti fino al confine, perché in primavera può restare innevato a lungo e in autunno chiude presto. Porta strati caldi anche d'estate: salendo verso il valico la temperatura cambia in fretta e il vento di confine non perdona.

Un'ultima nota su ciò che rende speciale questa valle: la sua storia di confine non è un dettaglio per appassionati, ma si legge ovunque, nei forti, nelle borgate e perfino nei cognomi e nelle parole occitane che sopravvivono nei paesi più alti. Pedalare la Valle Stura significa attraversare un corridoio di scambi vecchio di secoli, dove sale, soldati e contrabbandieri sono passati prima di noi. Concediti il tempo di una sosta lenta a Demonte, sotto i portici, per assaporare questa stratificazione di vite e di passaggi che la fretta dell'automobile non lascia nemmeno intravedere.

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