Sicani, Sicilia

Cammino tra i Monti Sicani, da Palazzo Adriano a Sant'Angelo Muxaro

Tra Palermo e Agrigento, i Monti Sicani sono un massiccio interno quasi dimenticato. Un cammino lento tra riserve naturali, grotte e borghi di origine arbereshe, lontano dalle rotte turistiche che corrono lungo le coste e i grandi siti archeologici.

Cammino tra i Monti Sicani, da Palazzo Adriano a Sant'Angelo Muxaro

Foto: Markos90 (Public domain) — Wikimedia Commons

I Monti Sicani occupano il cuore della Sicilia occidentale, in quella fascia di entroterra che quasi nessuno attraversa: i viaggiatori corrono da Palermo verso Agrigento e la Valle dei Templi, oppure tagliano dritti verso il mare, lasciando in mezzo un mondo di montagne tondeggianti, riserve naturali e borghi silenziosi. Eppure proprio qui, lontano da tutto, si nasconde uno dei territori piu autentici dell'isola, dove camminare significa attraversare paesaggi rurali intatti e paesi che custodiscono storie antichissime.

Un buon punto di partenza e Palazzo Adriano, borgo di pietra noto anche per essere stato uno dei set del cinema italiano, con la sua grande piazza dominata da due chiese affacciate l'una di fronte all'altra, una di rito latino e una di rito greco-bizantino. Palazzo Adriano e infatti una delle comunita di origine arbereshe della Sicilia, fondata da profughi albanesi secoli fa, e ancora oggi conserva tracce di quella doppia anima. Da qui si entra nel vivo dei Sicani, verso la Riserva Naturale Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, un'area protetta di grande valore geologico e naturalistico, dove le rocce conservano fossili antichissimi e dove sopravvivono boschi, rapaci e una flora ricca.

Procedendo nell'entroterra si attraversano paesaggi di colline coltivate, pascoli e affioramenti rocciosi, in direzione di Sant'Angelo Muxaro, all'estremita meridionale del massiccio. Questo piccolo borgo affacciato sulla valle del Platani e celebre per le sue grotte e per le tombe a tholos scavate nella roccia, necropoli di epoca preellenica che testimoniano un insediamento antichissimo, legato secondo la tradizione al mito del re Kokalos. Visitare le grotte e camminare intorno al colle di Sant'Angelo Muxaro significa toccare con mano una Sicilia preistorica spesso ignorata dai grandi circuiti.

Il cammino tra questi due poli si snoda lungo strade rurali, sentieri e tratti nelle riserve, e si presta a essere affrontato a tappe, pernottando nei borghi che si incontrano lungo il percorso. Non e un itinerario attrezzato come i grandi cammini europei, quindi conviene informarsi in loco, affidarsi a guide del territorio o alle associazioni escursionistiche locali che organizzano traversate nei Sicani, e studiare bene le tracce prima di partire.

Per raggiungere la zona l'auto e quasi indispensabile, perche i collegamenti pubblici nell'entroterra sono radi. Si puo arrivare sia da Palermo sia da Agrigento, percorrendo le strade interne che salgono verso i borghi. Una volta sul posto, pero, il bello e proprio lasciare l'auto e muoversi a piedi tra un paese e l'altro, lasciando che siano i tempi del cammino a scandire la giornata. Chi preferisce una base fissa puo scegliere uno dei borghi e fare escursioni giornaliere nelle riserve circostanti.

I mesi migliori sono la primavera, aprile e maggio, e l'autunno, ottobre. In primavera le colline dei Sicani si coprono di fioriture e di verde, l'aria e tiepida e i sentieri sono al loro meglio; in ottobre i colori cambiano e il caldo si attenua, rendendo piacevoli le camminate. L'estate qui e torrida e poco adatta a lunghe escursioni, mentre proprio nei mesi temperati il vantaggio e doppio: il clima e ideale e il territorio resta deserto, perche il turismo siciliano si concentra altrove, sulle coste e sui grandi siti. Nei Sicani si cammina per ore incontrando piu greggi che persone.

Un consiglio pratico: prima di partire procuratevi acqua e provviste nei borghi, perche lungo i percorsi i punti di rifornimento sono pochi e i servizi limitati. Indossate scarpe da trekking adatte ai fondi sterrati e sassosi, portate cartine o tracce GPS aggiornate e, se potete, mettetevi in contatto con guide locali: la loro conoscenza dei sentieri, delle grotte e delle storie del territorio trasforma una semplice camminata in un viaggio nella memoria profonda della Sicilia interna.

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