Umbria-Marche

Cammino Francescano della Marca: da Assisi ad Ascoli Piceno

Un cammino spirituale che collega Assisi, in Umbria, ad Ascoli Piceno, nelle Marche, sulle orme di San Francesco tra Appennino e borghi piceni. Ancora poco percorso rispetto ai grandi itinerari francescani, regala giorni di silenzio tra montagne, valli e paesi raccolti.

Cammino Francescano della Marca: da Assisi ad Ascoli Piceno

Foto: Mongolo1984 (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Tra i cammini che ripercorrono le orme di San Francesco, quello della Marca è uno dei meno conosciuti e proprio per questo tra i più affascinanti. Collega Assisi, cuore del francescanesimo in Umbria, ad Ascoli Piceno, splendida città di travertino nel sud delle Marche, ricalcando un tragitto che la tradizione lega ai viaggi del santo verso l'Adriatico. Mentre altri itinerari francescani richiamano numeri crescenti di pellegrini, qui si cammina spesso in solitudine, attraversando un Appennino autentico e borghi che il turismo di massa ha lasciato intatti.

La partenza da Assisi ha un valore simbolico forte: la basilica di San Francesco, la Porziuncola, i luoghi della vita del santo accompagnano i primi passi prima che il cammino si addentri nelle campagne umbre. Il percorso valica lo spartiacque appenninico e passa nelle Marche, scendendo verso le valli del Piceno. Lungo la strada si incontrano santuari e conventi francescani, eremi appartati e pievi di campagna, ma anche borghi medievali arroccati che custodiscono chiese, mura e piazze rimaste fuori dai grandi circuiti. Si attraversano paesaggi che cambiano di continuo: i boschi e i pascoli dell'alto Appennino, le conche coltivate, i calanchi e infine le colline che digradano verso il mare.

Il traguardo è Ascoli Piceno, una delle città d'arte più belle e meno celebrate del centro Italia, costruita quasi interamente in travertino chiaro. La sua piazza del Popolo, con la chiesa di San Francesco e i palazzi porticati, è uno dei salotti rinascimentali più armoniosi della penisola, e arrivarci a piedi dopo giorni di montagna è un finale di rara intensità. Lungo l'intero tragitto l'ospitalità ha il sapore tradizionale dei cammini francescani: conventi, parrocchie e piccole strutture accolgono i pellegrini con semplicità, e nei paesi le trattorie servono la cucina robusta dell'entroterra, dalle olive ascolane ai piatti di montagna.

Per organizzarsi, Assisi è raggiungibile in treno tramite la stazione di Assisi-Santa Maria degli Angeli, ben collegata alla rete ferroviaria umbra. Ascoli Piceno ha una propria stazione, comoda per il rientro a fine cammino. I punti intermedi nell'Appennino sono serviti da autobus di linea, utili in caso di necessità, ma con corse non frequenti che conviene verificare per tempo. Il cammino è pensato per essere percorso a piedi in più giorni, con tappe giornaliere e zaino in spalla, dormendo di volta in volta nei luoghi di accoglienza lungo il tracciato. Procurarsi in anticipo una guida del percorso e le tracce GPS è prezioso, perché si attraversano zone isolate.

Il periodo migliore va da maggio a giugno e poi a settembre. In tarda primavera l'Appennino è verde e fiorito, i passi montani sono liberi dalla neve e le giornate lunghe permettono di affrontare le tappe con margine; settembre offre temperature gradevoli, aria limpida e i primi colori dell'autunno sui versanti. Questi mesi consentono di evitare sia il caldo estivo delle valli sia il rischio di neve e maltempo che in inverno rende impraticabili i tratti più alti. Quanto alla folla, semplicemente non c'è: il Cammino Francescano della Marca resta un itinerario di nicchia, e anche nei mesi più favorevoli si incontrano pochissimi altri pellegrini, il che lo rende perfetto per chi cerca silenzio e raccoglimento.

Un consiglio pratico: alcune tappe attraversano zone di montagna lunghe e prive di servizi, perciò pianificate con attenzione acqua, cibo e posti tappa, prenotando in anticipo l'accoglienza dove serve. Verificate le condizioni dei sentieri prima di partire, soprattutto a inizio stagione, perché alcuni tratti appenninici possono essere innevati o danneggiati. Munitevi di abbigliamento a strati, perché in quota le temperature cambiano rapidamente anche in primavera ed estate, e tenete sempre con voi una mappa cartacea oltre al GPS. Infine, concedetevi il tempo di fermarvi nei borghi e negli eremi lungo la via: è in questi luoghi raccolti, più che nelle mete celebri, che il cammino rivela il suo spirito più profondo.

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