Biellese, Piemonte

Cammino di Oropa: da Santhia al Santuario

Un cammino devozionale di pochi giorni che dalla pianura risicola del Vercellese sale alle Alpi Biellesi fino al Santuario di Oropa. Ancora poco conosciuto rispetto alle grandi vie francigene, regala silenzio, borghi rurali e un arrivo in quota memorabile.

Cammino di Oropa: da Santhia al Santuario

Foto: Davide Papalini (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Mentre migliaia di camminatori si concentrano sui tratti più celebri della Via Francigena, il Cammino di Oropa resta una via laterale e raccolta, percorsa soprattutto da pellegrini piemontesi e da chi cerca un itinerario breve ma intenso. Parte dalla pianura, dove le risaie riflettono il cielo come specchi, e finisce in montagna, davanti a uno dei santuari mariani più importanti dell'arco alpino. Proprio questo dislivello tra mondi diversi, più che la lunghezza, è la sua anima.

Il punto di partenza tradizionale è Santhià, cittadina del Vercellese attraversata anche dalla Francigena, comoda da raggiungere perché servita dalla ferrovia. Da qui il tracciato punta verso nord, lasciando lentamente la pianura. Si cammina tra campi, canali d'irrigazione e cascine, in un paesaggio agricolo che cambia faccia con le stagioni: allagato e argenteo in primavera, dorato verso l'autunno.

Procedendo, il percorso raggiunge il Biellese e tocca centri come Salussola e la zona collinare attorno, dove la risaia cede il passo a vigne, boschi e piccoli abitati. Si attraversano paesi del territorio biellese e si costeggiano santuari e cappelle minori, in un crescendo che prepara all'arrivo. Man mano che si sale, le Alpi Biellesi si fanno più vicine e l'aria cambia.

Le tappe finali sono le più suggestive: il cammino abbandona la collina ed entra nella montagna vera, salendo con decisione verso la conca di Oropa. L'ultimo tratto, immerso nei boschi e nei pascoli, conduce al grande Santuario di Oropa, complesso monumentale incastonato sotto le cime, meta di pellegrinaggio da secoli. L'ingresso nel piazzale, dopo giorni di pianura e salita, è un finale che ripaga la fatica.

L'itinerario si presta a essere diviso in alcune giornate di cammino, con tappe intermedie nei paesi lungo il percorso. Conviene informarsi in anticipo sui posti tappa e sulle strutture ricettive, perché l'offerta è più semplice e meno turistica rispetto ad altri cammini: ostelli, foresterie e piccole locande, spesso da prenotare. La segnaletica dedicata aiuta a orientarsi, ma è utile portare una traccia GPS e una cartina del Biellese.

Arrivare è facile: Santhià è raggiungibile in treno e si trova vicino a importanti snodi ferroviari e autostradali, quindi si può iniziare a piedi appena scesi dalla stazione. Al termine, il Santuario di Oropa è collegato a Biella, da cui partono i mezzi per il rientro: questo rende il cammino comodo da affrontare senza auto, lasciando l'automobile a casa e vivendo davvero il viaggio lento.

Il periodo migliore va dalla tarda primavera all'autunno. Maggio offre le risaie allagate e i prati in fiore, settembre e ottobre regalano luce limpida, colori caldi e temperature ideali per la salita finale, oltre a un santuario meno frequentato rispetto ai mesi clou. Si evitano così sia l'afa estiva della pianura sia la ressa delle grandi festività religiose, quando Oropa si riempie. Camminando in questi mesi è facile restare a lungo soli, accompagnati solo dal rumore dell'acqua e dei propri passi.

Un consiglio pratico: non sottovalutare il contrasto climatico tra inizio e fine del cammino. In pianura può fare caldo, mentre nella conca di Oropa, a quota ben più alta, le sere sono fresche anche in estate. Mettete in zaino una giacca antivento e qualcosa di caldo, scarpe già rodate per la salita finale e abbastanza acqua per i tratti tra un paese e l'altro. E concedetevi, all'arrivo, il tempo di fermarvi: il santuario merita una visita lenta, e ripartire subito sarebbe il modo peggiore di chiudere un cammino nato per insegnare la lentezza.

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