Cilento interno, Salerno

Anello del Monte Cervati, il tetto della Campania

La vetta piu alta della Campania si trova nel Cilento interno, lontana dalle spiagge dove si concentra tutto il turismo. Grotte carsiche, faggete e il santuario rupestre della Madonna della Neve in un altopiano che pochi escursionisti raggiungono.

Anello del Monte Cervati, il tetto della Campania

Foto: Nico86roma (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Il Cilento e famoso per il mare, per Palinuro, per le coste affollate d'estate. Ma basta voltare le spalle alla costa e salire verso l'interno per trovarsi in un mondo completamente diverso e quasi deserto: quello della montagna cilentana. Qui si erge il Monte Cervati, la cima piu alta della Campania, dentro il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Mentre poche decine di chilometri piu in la le spiagge sono piene, sui sentieri del Cervati si cammina spesso in totale solitudine, tra pascoli d'alta quota, faggete e fenomeni carsici sorprendenti.

Il punto di partenza piu classico per l'anello e il paese di Sanza, da cui si risale verso la montagna. La salita attraversa boschi e radure fino a guadagnare l'ampio altopiano sommitale, un mondo di praterie e doline dove la vegetazione si fa rada e lo sguardo corre lontano. Lungo il percorso si incontra il santuario rupestre della Madonna della Neve, ricavato in una grotta naturale poco sotto la vetta, meta storica di devozione e punto di riferimento per chi sale. Il massiccio e celebre anche per le sue grotte e gli inghiottitoi, segno di una montagna calcarea scavata dall'acqua nei millenni. Un altro elemento che vale la salita e proprio questo intreccio di natura e fede, con la grotta della Madonna meta di un pellegrinaggio che da secoli sale fin quassu, una di quelle esperienze che danno al cammino il sapore di un piccolo viaggio nel tempo. Dalla cima, nelle giornate limpide, lo sguardo abbraccia un orizzonte vastissimo, dal mare alle montagne dell'interno.

L'anello e un'escursione impegnativa ma alla portata di chi ha un minimo di allenamento. Il dislivello da affrontare per raggiungere l'altopiano e considerevole e va distribuito con calma, mentre la lunghezza complessiva rende la giornata piena: conviene partire presto. Non ci sono difficolta alpinistiche, ma la parte alta e esposta al sole e al vento e priva di ripari, quindi il meteo va controllato con attenzione. La segnaletica non e ovunque chiara e sull'altopiano, in caso di nebbia, e facile perdere l'orientamento: traccia GPS e cartina sono caldamente consigliate. L'acqua sulla parte sommitale e scarsa o assente, quindi va portata con se in quantita adeguata.

I mesi ideali sono giugno, settembre e ottobre. In giugno le fioriture dei pascoli d'alta quota sono splendide e le giornate sono lunghe; a settembre e ottobre l'aria si fa limpida e i faggi cominciano a tingersi, regalando colori intensi. Sono periodi in cui il grande afflusso turistico e tutto concentrato sulla costa o gia rientrato, e la montagna resta una scelta di pochi. Anche in piena estate, del resto, qui non si vedono le folle che assediano le spiagge: chi cerca il Cilento autentico e silenzioso lo trova proprio quassu. D'inverno la cima puo essere innevata e richiede esperienza specifica, quindi meglio le mezze stagioni.

C'e qualcosa di speciale nel salire sul tetto della Campania mentre tutti gli altri scendono verso il mare. Il Cervati e una montagna che premia la pazienza: la lunga risalita tra i boschi prepara all'apertura improvvisa dell'altopiano, dove il respiro si allarga e il rumore del mondo sparisce. E un'esperienza che restituisce una geografia inattesa della Campania, fatta di cime, doline e silenzi, lontanissima dall'immagine da cartolina. Per chi ama camminare, e anche l'occasione di scoprire la rete di sentieri del Parco, che da qui si dirama in molte direzioni e permette di prolungare l'esplorazione di questo angolo poco conosciuto.

Un consiglio pratico: partite di buon mattino, sia per godere della luce migliore sull'altopiano sia per evitare i temporali pomeridiani che in montagna possono formarsi all'improvviso, soprattutto in estate. Portate scorta d'acqua abbondante, protezione solare e un capo antivento, perche in cima il clima cambia rapidamente. E approfittate del passaggio dai paesi del Cilento interno per assaggiare i prodotti locali, dai formaggi ai fagioli, una cucina di montagna che pochi associano a questa terra di mare e che da sola vale la deviazione lontano dalla costa.

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