Anello del Monte Autore nei Monti Simbruini
Nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, tra le province di Roma e Frosinone, il Monte Autore offre faggete vetuste e ampi altipiani a un'ora dalla capitale. Eppure resta tra i parchi laziali meno conosciuti, ignorato perfino da molti romani.
Foto: Agordal (Public domain) — Wikimedia Commons
C'e' una montagna a un'ora da Roma che la maggior parte dei romani non ha mai salito. Si chiama Monte Autore e domina i Monti Simbruini, la lunga catena appenninica che fa da confine naturale tra Lazio e Abruzzo. Nonostante la vicinanza alla capitale, questo parco regionale vive in una sorta di anonimato: tutti corrono verso il mare o verso i piu' celebri parchi abruzzesi, e i Simbruini restano un segreto custodito da escursionisti e pochi affezionati. Eppure qui ci sono alcune delle faggete piu' belle e antiche dell'Appennino centrale.
Il Monte Autore e' tra le vette piu' alte della catena, e la sua salita e' diventata un classico per chi conosce questi monti. Il punto di partenza piu' comodo e' la zona di Campo dell'Osso, sopra Monte Livata, la piccola stazione montana sopra Subiaco. Da qui i sentieri segnati si addentrano nelle faggete e salgono con gradualita' verso le praterie sommitali. Lungo il percorso si incontra il rifugio Sebastiani, punto di riferimento storico per gli escursionisti, dove vale la pena fare sosta prima di affrontare l'ultimo tratto verso la cima.
La salita finale al Monte Autore esce dal bosco e si apre su ampie creste erbose, da cui lo sguardo spazia su tutta la catena, verso le valli del Lazio interno e, nelle giornate limpide, fino alle montagne abruzzesi. In vetta si trova una piccola edicola sacra, meta tradizionale anche per i pellegrini. La discesa puo' seguire lo stesso itinerario oppure chiudersi ad anello passando per altri valloni e radure, attraversando le faggete che in autunno regalano colori straordinari. Tra i tesori del parco ci sono anche i nuclei di faggi vetusti riconosciuti per il loro valore naturalistico.
Dal punto di vista dell'impegno, l'anello del Monte Autore e' un'escursione di difficolta' media: i sentieri sono ben tracciati, ma il dislivello complessivo e la lunghezza richiedono allenamento e un passo costante. Non ci sono passaggi tecnici, ma le creste sommitali possono essere ventose ed esposte. E' una camminata di intera giornata, da affrontare con il giusto margine di tempo e di energie. Per chi cerca qualcosa di piu' breve, la zona di Campo dell'Osso e Monte Livata offre numerosi percorsi minori tra i faggi.
Arrivare e' semplice: da Roma si raggiunge Subiaco e da li' si sale verso Monte Livata e Campo dell'Osso, dove ci sono ampie possibilita' di parcheggio. La rete dei sentieri e' segnata, ma conviene comunque portare una mappa o una traccia, perche' nelle faggete fitte e in caso di nebbia l'orientamento puo' farsi insidioso. Una volta in quota ci si muove solo a piedi.
Il periodo ideale e' la fine dell'estate e l'autunno: giugno regala praterie fiorite e giornate lunghe, mentre settembre e ottobre offrono l'aria limpida e il foliage spettacolare delle faggete, con i faggi che si accendono di giallo e rosso. Sono anche i mesi in cui questi monti restano piacevolmente vuoti: l'attenzione dei gitanti e' altrove, e si cammina per ore incontrando pochissime persone. In inverno la zona si anima per la neve e lo sci di fondo, ma per il trekking le stagioni di mezzo sono insuperabili.
Un consiglio pratico: parti presto, perche' nei pomeriggi estivi e autunnali le creste del Monte Autore possono essere investite da nebbie e nuvolaglia che salgono dalla valle e cancellano il panorama. Controlla sempre le previsioni meteo della montagna e porta uno strato anti-vento, perche' in vetta la temperatura cala e l'aria si muove anche in giornate serene a valle. E concediti la sosta al rifugio Sebastiani: fa parte dell'esperienza tanto quanto la cima.