Anello del Cimonega nelle Vette Feltrine
Nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il gruppo del Cimonega è un angolo isolato delle Vette Feltrine, custodito dal bivacco Feltre-Bodo. È uno dei pochi luoghi delle Dolomiti dove la solitudine è davvero garantita, lontano dai grandi flussi turistici.
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Ci sono Dolomiti che nessuno fotografa. Il gruppo del Cimonega, nel cuore delle Vette Feltrine, è una di queste: un anfiteatro di cime severe e poco conosciute nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, lontano dalle mete celebri del bellunese. Qui non passano comitive, non ci sono funivie né rifugi attrezzati a ogni angolo: c'è il silenzio, qualche bivacco e la montagna nuda. È proprio questo isolamento ad aver tenuto le Vette Feltrine fuori dalle rotte del turismo di massa, anche se si trovano a poca distanza dalla pianura veneta.
Il punto di riferimento dell'anello è il bivacco Feltre-Bodo, una piccola struttura sempre aperta e incustodita posta nel cuore del gruppo del Cimonega, ai piedi del Sass de Mura, la cima più caratteristica della zona con la sua forma slanciata. L'itinerario classico è un anello impegnativo che risale dai fondovalle verso le forcelle alte, attraversa i circhi pietrosi sotto le pareti e raggiunge il bivacco, da cui si gode una delle viste più solitarie delle Dolomiti meridionali. Attorno, conche erbose, valloni nascosti e cime come il Sass de Mura e le pareti del Cimonega disegnano un mondo a parte.
Si sale generalmente dalla Val Canzoi, nel feltrino, una valle verde e tranquilla con un piccolo lago artificiale, da cui partono i sentieri che si inerpicano verso l'alta montagna. Da lì in poi il cammino diventa via via più aspro, fino agli ambienti rocciosi attorno al bivacco. L'anello può essere percorso dormendo al Feltre-Bodo, spezzando così l'impegno in due giornate.
Si arriva in auto da Feltre, risalendo verso la Val Canzoi e i parcheggi da cui parte l'escursione. Il trasporto pubblico è scarso, quindi l'auto è praticamente indispensabile per raggiungere l'imbocco dei sentieri; da lì tutto prosegue a piedi.
Le Vette Feltrine rappresentano l'estremità meridionale delle Dolomiti, quella che si affaccia per prima sulla pianura veneta, e il gruppo del Cimonega ne è l'angolo più riservato. A differenza delle vette celebri del nord bellunese, qui mancano del tutto le infrastrutture turistiche: niente impianti, niente grandi rifugi, nessun paese ai piedi delle pareti. Il bivacco Feltre-Bodo, posto in una posizione spettacolare e solitaria, è spesso l'unico segno di presenza umana per chilometri. Salendo, si passa dai boschi e dai pascoli della bassa valle agli ambienti rocciosi e severi dell'alta montagna, in un crescendo che fa percepire la distanza, fisica e mentale, dal mondo di tutti i giorni.
La difficoltà è elevata: l'anello del Cimonega è un itinerario per escursionisti esperti, con tappe lunghe, dislivelli importanti e tratti su terreno ripido, sentieri a volte poco marcati e passaggi esposti che richiedono piede sicuro. Non è una gita per famiglie o principianti: serve buon allenamento, capacità di orientamento e autonomia, perché il bivacco è una struttura essenziale e priva di servizi. Chi dorme al Feltre-Bodo deve portare con sé tutto l'occorrente, compresi cibo, sacco e acqua, dato che le fonti in quota sono incerte.
Il periodo migliore è la piena estate. Luglio e agosto sono i mesi in cui le forcelle sono libere da neve e l'ambiente alpino è più sicuro; prima rischi di trovare nevai sui versanti alti, dopo arrivano i primi freddi. Anche in agosto, mese di grande affollamento sulle Dolomiti celebri, qui la solitudine resta garantita: le Vette Feltrine non sono una meta da cartolina e l'asprezza dei sentieri scoraggia il turismo occasionale. È uno dei rari posti dove puoi camminare un'intera giornata senza incontrare quasi nessuno.
Un consiglio pratico: tratta il bivacco con cura e parti completamente autosufficiente, portando acqua a sufficienza, cibo, un buon sacco a pelo e abbigliamento caldo, perché di notte in quota fa freddo anche in piena estate. Controlla il meteo con attenzione, perché i temporali pomeridiani estivi rendono pericolose le forcelle esposte, e parti presto al mattino per affrontare i tratti alti con tempo stabile. Lascia il bivacco pulito e in ordine come lo hai trovato: in questi angoli silenziosi delle Dolomiti, il rispetto è la regola che rende possibile la solitudine.