Anello dei Monti Simbruini tra faggete e altipiani
Un anello nel Parco dei Monti Simbruini, a un'ora da Roma: praterie d'alta quota, faggete, le sorgenti dell'Aniene e antichi monasteri benedettini. Una montagna verde e silenziosa, vicinissima alla capitale ma lontana dalla folla, dove si cammina tra altipiani che sembrano un altro mondo.
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A poco più di un'ora di strada da Roma esiste una montagna che pochi romani frequentano davvero: i Monti Simbruini. Il nome viene dal latino e significa più o meno sotto le piogge, perché queste cime catturano l'acqua e la restituiscono in sorgenti, ruscelli e faggete lussureggianti. È un parco regionale fatto di altipiani erbosi, boschi fittissimi e silenzio, dove anche nei fine settimana si trova facilmente spazio per camminare in solitudine. Eppure qui nascono fiumi importanti e qui i monaci benedettini hanno lasciato segni profondi: una combinazione di natura e storia che merita un anello a passo lento.
Il percorso ruota intorno ai paesi di Filettino, Vallepietra, Subiaco, Jenne e Camerata Nuova, ciascuno con i suoi accessi alla montagna. Uno dei punti più amati sono gli altipiani di Camposecco e dei Campaegli, vasti pianori d'alta quota circondati da faggete, dove pascolano cavalli e mucche allo stato brado e dove d'inverno si scia con le pelli. Si toccano le sorgenti dell'Aniene, il fiume che poi scende verso Roma, in un angolo fresco e ombroso che resta verde anche in estate. Le cime, come il Monte Cotento e il Monte Autore, offrono panorami che spaziano dall'Appennino fino al mare nelle giornate limpide.
La parte storica è altrettanto forte. Sopra Subiaco si trovano i monasteri benedettini, in particolare il Sacro Speco di San Benedetto, costruito a strapiombo sulla roccia e affrescato in ogni angolo, e il monastero di Santa Scolastica. Sono luoghi che da soli valgono il viaggio e che si possono inserire come tappa culturale all'inizio o alla fine dell'anello escursionistico. Non lontano, a Vallepietra, c'è il santuario della Santissima Trinità, incastonato nella montagna, meta di un antico pellegrinaggio popolare. Camminare nei Simbruini significa quindi alternare praterie, boschi e questi straordinari luoghi di pietra e fede.
Per arrivare, da Roma si imbocca l'autostrada o le statali in direzione Subiaco, che è la porta naturale del parco; da qui si sale verso i vari paesi e i pianori lungo strade di montagna che richiedono un po' di attenzione ma regalano scorci continui. L'auto è praticamente indispensabile per raggiungere gli altipiani e i punti di partenza dei sentieri, perché i trasporti pubblici sono limitati. Una volta arrivati, ci si muove a piedi seguendo la rete di sentieri segnati del parco, che permette di costruire anelli di varia lunghezza adatti sia a famiglie sia a camminatori più allenati.
Il periodo migliore è l'estate, in particolare tra giugno e settembre. In questi mesi gli altipiani sono verdi e fioriti, le faggete offrono ombra e frescura anche quando in città si soffoca, e le sorgenti dell'Aniene diventano una meta perfetta per rinfrescarsi. Proprio perché sono una montagna fresca così vicina a Roma, i Simbruini sono ideali per sfuggire all'afa estiva senza fare chilometri infiniti, e nonostante questo restano poco affollati: chi cerca il mare ignora questi pianori, e così i sentieri rimangono tranquilli. A giugno e settembre, in particolare, si evita anche il piccolo via vai dei picnic di mezza estate e si gode la montagna nel suo silenzio.
Un consiglio pratico: in quota il tempo cambia in fretta, quindi parti presto e porta sempre una giacca antipioggia e qualcosa di caldo nello zaino, anche d'estate, perché sugli altipiani può alzarsi il vento e calare la temperatura all'improvviso. Approfitta del mattino per le passeggiate e tieni il pomeriggio per i monasteri di Subiaco, che danno il meglio nella luce calda di fine giornata. E se ami i piccoli sapori di montagna, fermati nei paesi a comprare formaggi e prodotti locali: sono parte del modo lento e genuino di vivere questi monti.