Anello dei Colli Euganei tra terme e abbazie
A pochi chilometri da Padova, i Colli Euganei sono coni vulcanici coperti di vigneti, eremi e abbazie benedettine immersi nella pianura veneta. Chi corre verso Venezia li ignora del tutto, e in primavera e in autunno restano un mondo silenzioso fatto di sentieri, borghi termali e cantine.
Foto: kallerna (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
I Colli Euganei hanno un difetto, agli occhi del turismo di massa: sono troppo vicini a Venezia e a Padova per essere una meta in sé. Quasi tutti li attraversano in autostrada senza fermarsi, diretti alle lagune e ai musei. Eppure questo gruppo di colline isolate nel mezzo della pianura, di origine vulcanica, è uno dei paesaggi più dolci e raccolti del Veneto, dove abbazie, ville e vigneti convivono con boschi e fonti termali.
Un buon punto di partenza è Abano e Montegrotto Terme, il cuore termale dell'area, frequentato più per il benessere che per il paesaggio. Già i Romani conoscevano e sfruttavano queste acque calde, e ancora oggi gli stabilimenti termali richiamano visitatori che spesso non immaginano quanta natura e quanta storia ci sia a pochi passi dalle vasche. Da qui ci si sposta verso Arquà Petrarca, il borgo dove il poeta Francesco Petrarca trascorse i suoi ultimi anni e dove è ancora visitabile la sua casa. Arquà è un nucleo di pietra perfettamente conservato, famoso anche per i giuggioli, e merita una sosta lenta tra le sue stradine in salita.
Proseguendo si raggiunge il Monastero di San Daniele e soprattutto l'Abbazia di Praglia, grande complesso benedettino ancora abitato dai monaci, noti per il restauro dei libri antichi e per i prodotti dell'orto e dell'erboristeria. Poco lontano si trova il Santuario di Monteortone, legato alle acque, e a nord il colle di Monselice con la sua via delle Sette Chiese e il Castello. A sud, Este conserva mura, un castello e un buon museo archeologico nazionale che racconta la civiltà dei Veneti antichi.
Chi cammina può salire al Monte Venda, la cima più alta dei Colli, dove tra i boschi sopravvivono i ruderi di un eremo e di un antico monastero. Numerosi sentieri segnati attraversano il Parco Regionale dei Colli Euganei, che tutela l'intera area, e collegano i borghi tra vigneti di Fior d'Arancio e prati. È un anello che si può percorrere a piedi su più giorni, in bicicletta lungo gli itinerari ciclabili che girano attorno ai colli, oppure in auto saltando da un borgo all'altro.
Per arrivare, la base naturale è Padova, ben collegata in treno con tutto il Veneto. Da Padova si raggiungono in pochi chilometri Abano, Montegrotto, Monselice ed Este, tutte servite anche dalla ferrovia o dai bus locali. Per muoversi davvero tra i colli, però, l'auto o la bicicletta restano la soluzione più comoda, perché i borghi interni e le abbazie non sono tutti raggiungibili con i mezzi pubblici.
Il periodo migliore è proprio quello delle mezze stagioni. In primavera, tra marzo e aprile, i vigneti germogliano, le giuggiole non sono ancora mature ma i mandorli e i ciliegi fioriscono, e le giornate sono fresche e limpide. In ottobre arrivano la vendemmia, i colori caldi dei boschi e la stagione delle giuggiole ad Arquà. Sono mesi in cui le terme lavorano ma le colline restano vuote, lontane dall'afa estiva della pianura e dalla calca che in alta stagione invade Venezia a un passo da qui. Cammini per ore incontrando più aironi che persone.
Un consiglio pratico: organizza il giro attorno agli orari delle abbazie e dei monasteri, che hanno aperture limitate e momenti di silenzio da rispettare, e verifica sempre prima i giorni di visita di Praglia e della Casa del Petrarca. Porta scarpe da trekking anche se pensi di muoverti in auto, perché le salite ai colli e agli eremi sono brevi ma ripide e su fondo sconnesso. E lascia spazio in valigia per una bottiglia di Fior d'Arancio e per le erbe dei monaci: sono il modo più sincero di portarsi a casa i Colli Euganei.