Albenga, il battistero che attraversa quindici secoli
Nel cuore della città vecchia di Albenga, il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte custodisce mosaici antichissimi in un silenzio che a pochi chilometri dalle spiagge liguri sembra impossibile.
Foto: Radiuk (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Mentre la Riviera ligure di Ponente si affolla di ombrelloni e lungomari, basta inoltrarsi tra le torri medievali del centro storico di Albenga per ritrovare il silenzio. Qui, accanto alla cattedrale di San Michele, si nasconde uno dei monumenti più antichi e meno raccontati della Liguria: il Battistero paleocristiano, edificio a pianta poligonale che affonda le sue origini nella tarda antichità, quando Albenga era un importante centro romano e poi cristiano.
Si entra quasi in punta di piedi. L'interno è raccolto, scandito da nicchie e arcate, e la luce filtra discreta sulle pareti. A catturare lo sguardo è soprattutto il mosaico absidale, con i suoi simboli e le sue figure su fondo blu profondo, una testimonianza rara dell'arte musiva di quei secoli lontani. Non ci sono code, non c'è il chiacchiericcio dei grandi siti: spesso si ha la sala quasi per sé, il tempo di alzare gli occhi e lasciare che i dettagli emergano lentamente.
Il bello di Albenga è che il battistero non vive isolato. Intorno si stende un centro storico di mattoni rossi, vicoli stretti e torri gentilizie, attraversato da pochi passanti anche in piena stagione. Una visita qui significa rallentare: una sosta al museo navale o tra le botteghe, un piatto di cucina ligure schietta, una passeggiata senza meta nel reticolo medievale. È turismo lento, di quelli che lasciano spazio al luogo.
Per assaporarlo davvero conviene evitare il pieno dell'estate balneare. Le mezze stagioni, con la luce morbida e l'aria tiepida, regalano una città quasi vuota e un battistero da contemplare con calma. Una piccola deviazione dalla costa che vale ogni minuto sottratto alla spiaggia.